Come cambierà Facebook.

Stefano Corbo

Avete presente la metafora della rana bollita del filosofo americano Noam Chomsky… racconta di come una rana immersa in una pentola d’acqua fredda rischia di morire bollita se le si accende sotto  il fuoco e si scalda lentamente, al contrario di una rana che viene buttata in una pentola di acqua anche a solo 50° che balzerà immediatamente fuori; questo principio è utile per spiegare come sia possibile anche per noi uomini “adattarsi” a cambiamenti anche sostanziali senza quasi accorgersene; questo è quello che, probabilmente, è successo a Facebook: nel corso degli anni ha subito una lenta ed inesorabile trasformazione della sua sezione “News Feed” e solo ora il suo amministratore Mark Zuckerberg ha deciso di correre ai ripari.

Il CEO del più diffuso Social Network ha annunciato che con il nuovo algoritmo nella sezione delle notizie (news feed) andranno via via scemando i contenuti pubblici come ad esempio i post delle aziende, dei brand, dei media o dei personaggi famosi a favore di una maggiore condivisione dei contenuti riguardanti la famiglia e gli amici; è un ritorno alle origini, dopotutto è per fare questo che Facebook è nato nel 2004.

Mark Zuckerberg

Il cambiamento porterà inevitabilmente a ridurre il tempo di permanenza ma lo renderà più “di qualità“; questo meccanismo di indebolimento della quota pubblicitaria ha fatto si che, dopo l’annuncio, il titolo Facebook ha perso a Wall street il 5% del suo capitale, e parliamo di circa 3,3 miliardi di dollari! Questo “impoverimento” ed anche il minor tempo che i circa 2 miliardi di utenti passeranno su Facebook sembrano non turbare Zuckerberg che confida, in poche parole, sul detto: “la qualità paga” e dichiara: “Sentiamo la responsabilità di assicurarci che i nostri servizi non siano solo divertenti da usare, ma che siano anche una cosa buona per il benessere delle persone“.

L’unico dubbio che rimane è: …ci accorgeremo del fatto che qualcuno sta “raffreddando l’acqua”?

 

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