Ricerca vocale e SEO strategy

Barbara B.

La ricerca vocale è ormai diventata un’abitudine quotidiana; chi di noi non ha mai provato a “parlare” con il proprio smartphone?

Statisticamente risulta difficile quantificare in maniera precisa quante query vengono cercate su Google vocalmente, dal momento che non sono forniti dati ufficiali dal motore di ricerca. Tuttavia secondo il ComScore entro il 2020 il 50% di tutte le ricerche verrà fatto vocalmente. Il Futuro della SEO: la ricerca vocale

Le ricerche vocali in realtà non sono proprio una novità (Google le ha introdotte nel 2009), ciò che è radicalmente cambiato è la modalità di fruizione di internet, che non avviene più esclusivamente da pc ma principalmente attraverso smartphone.

Ormai quasi tutti i giorni siamo abituati a interpellare i nostri amati assistenti vocali per i motivi più svariati: Siri, Cortana, Alexa, OK Google…

Scegliamo questa via perchè siamo sempre di corsa in un mondo tecnologico, vogliamo una risposta rapida e il più pertinente possibile, senza perdere tempo a digitare sulla tastiera dello smartphone quello che stiamo cercando.

La differenza sostanziale tra la ricerca scritta e quella vocale sta sicuramente nella forma: nel primo caso cerchiamo sempre di essere il più sintetici possibili (es. Meteo Milano domani); nel secondo, invece, usiamo un tono più colloquiale, quasi come se fosse una vera e propria conversazione con il nostro smartphone intelligente (es. come sarà il tempo domani a Milano?) e a domanda precisa, esigiamo risposta precisa.

Questo ci fa capire come debba essere rivista radicalmente la struttura di informazioni del nostro sito con una Seo Strategy dedicata.

E qui introduco la cara Keywords Long-Tail (in italiano Coda Lunga delle parole chiave). Long tail keyword

Vi spiego brevemente in cosa consiste: in ottica SEO esistono alcune parole chiave composte da un solo termine che risultano molto generiche, con una competitività molto elevata e con cui è davvero diffcile raggiungere un buon posizionamento. D’altro canto esistono anche parole chiave molto specifiche, composte da 4 o più termini, che sono meno cercate e meno competitive. Prese da sole generano poco traffico sul sito internet, ma prese complessivamente generano un volume di traffico superiore alle parole chiave composte da un solo termine.

Come web agency ogni giorno ci confrontiamo con i nostri clienti che si ostinano a voler uscire su Google con una sola parola chiave (es. depressione), non comprendendo che la ricerca effettuata in questo modo è davvero fuorviante e dispersiva per l’utente che sta cercando magari uno psicologo per curare il suo problema. La Coda Lunga ci fa comprendere come la ricerca che condurrà l’utente a trovare una risposta pertinente sarà data dalla somma di più termini (es. cura depressione a Palermo).

La ricerca vocale ci porta inevitabilmente a compiere un passo in più: se consideriamo il livello di comunicazione con i nostri assistenti vocali quasi come una conversazione, dovremo rivedere la nostra strategia di posizionamento ed essere ancor più specifici. Le parole chiave dovranno essere ancor più articolate (es. cercami un medico che curi la depressione a Palermo – o in caso di geolocalizzazione attiva- vicino a me).

Naturale conseguenza sarà inoltre rivedere anche la strategia di Content Marketing, ovvero i contenuti stessi del nostro sito. Considerando la tendenza a fare delle domande nelle ricerche vocali, dovremo pensare di includere delle formule tipo: come fare a , come, quale, quando, chi, cosa etc…. in questo ambito vengono sicuramente in nostro soccorso le FAQ (domande frequenti) che di per sè includono sempre queste espressioni, per tal motivo è sempre consigliabile inserirle nel nostro sito.

Pertanto, l’evoluzione dei PAs (Personal Assistant) e il nostro rapporto simbiotico con gli smartphone, ci portano necessariamente a considerare la ricerca vocale nella Strategia SEO includendo query più lunghe e vicino al linguaggio naturaleAssistenti vocali, Siri, Cortana, Alexa, Google Assistant

I siti non dovranno più essere semplicemente Mobile friendly o SEO friendly ma anche e soprattutto PAs friendly, con le dovute distinzioni a seconda del tipo di assistente che si utilizza (es. Siri raccoglie informazioni in modo differente rispetto a Google Assistant).

La SEO del futuro si concentrerà sull’ottimizzazione della ricerca vocale e la nuova frontiera sarà quella di umanizzare i contenuti dei nostri siti per facilitare l’intelligenza artificiale dei nostri assistenti.

 

 

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