Web marketing e Black Humor

Ramona

Quando si parla di black humor il confine fra buongusto e scadere nel trash è sottile. Potenzialmente è vero che si può scherzare su tutto ma è anche vero che la modalità scelta fa la differenza, decretando l’esito della campagna. Nell’era social una comunicazione pronta, efficace e sempre sul pezzo è indispensabile per farsi notare fra i tanti brand.

Birrificio ADDA probabilmente ha puntato sul “parlatene male purché se ne parli” o il loro social media manager ha realmente pensato di ottenere un effetto divertente da black humor con un post che usa l’immagine del ponte Morandi subito dopo il crollo. Non entrerò nei giudizi personali perché da genovese (seppure solo d’adozione da una dozzina d’anni) potrei scatenare primo e terzo girone del settimo cerchio (sto parlando degli omicidi e dei bestemmiatori cantati da Dante, non di calcio!).

Analizziamo la scelta del birrificio.

La grafica: pessima. Nessuna elaborazione digitale della foto scelta. Presa e buttata là, cosa che fanno solo i peggiori cugini (dopo quelli che usano il comic sans!). La scelta del testo che solitamente è una frase ad alto impatto studiata da un copywriter che si smazza tanto per ottenere l’effetto di un messaggio che arrivi velocemente, colpisca e stimoli un’associazione facendo scaturire il sorriso. No, loro hanno scritto una frase a caso sparando un numero cospicuo di punti esclamativi che neanche nonna Rosalina che ha appena installato Facebook e mostra la lasagna alle amiche della parrocchia! Andando più nel tecnico: hanno buttato là anche la parola ponte.

Non c’è nessun gioco con chi visualizza il post. Non c’è ricerca di interazione con l’utente. In questo caso anche un cugino avrebbe fatto meglio. Quindi basta sponsorizzare un post sui social perché questo porti visualizzazioni (quindi possibili lead da mutare in clienti)? Eh no! Sicuramente la sponsorizzazione è uno strumento di social web marketing importante che permette di raggiungere un target mirato di utenti ed aumentare la popolarità ma ad una condizione fondamentale: deve essere carica di contenuto! Senza contenuto si trasforma in una perdita di tempo e denaro.
Probabilmente il birrificio ADDA avrà pagato una somma che si aggira fra i 3€ e i 20€ a contatto per ottenere cosa? Fastidio.
E se generi fastidio nell’utente il tuo momento di gloria durerà il tempo di uno starnuto. Domani nessuno ricorderà più il nome del birrificio, permarrà solo la sensazione di fastidio per l’uso di un’immagine dolorosa a sproposito.

Quando funziona il social web marketing?

Semplifico.
Il social web marketing funziona quando:
– l’utente prova un sottile piacere nel seguire i post puntualmente proposti dal brand in merito all’attualità
– i post affrontano la tematica con giochi di parole o allusioni
– si mantiene un tono “complice” fra brand e utente, in questo caso fondamentale la collaborazione fra copy e grafico.

Chi ti legge deve aver la sensazione piacevole di ascoltare la battuta di un amico, magari bisbigliata perché ammiccante.

Due esempi di social web marketing vincenti

Ogni copywriter che lavora sui social ha un sogno nel cassetto: eguagliare i colleghi che si occupano di Taffo e Ceres. Vi porto solo un paio di esempi per ciascun brand con la promessa di analizzare il loro lavoro in un nuovo articolo. Taffo è l’esempio più eclatante di come si possa “vendere” qualsiasi cosa e realizzare un desiderio nell’utente. No, chi segue Taffo non desidera schiattare ma ha sicuramente cercato le offerte proposte e il servizio dedicato agli animali. Ha fidelizzato l’utente che nel caos delle Pompe funebri penserà subito a loro (si spera mai).

Ceres è l’esempio del brand che si propone come l’amicone con cui trascorrere serate serene. Affronta le tematiche con leggerezza (non superficialità) e non teme la concorrenza. Esempio veloce: post con Ichnusa e post con Forst. Forte del marchio si mette in gioco con intelligenza e giocando spesso. Quando vado al supermercato un sorriso scappa davanti la Ceres, si è creata empatia col prodotto.

Ci vuole tempo per creare un’immagine efficace. Ci vuole dedizione, studio, passione. Ci vuole un attimo per distruggere un brand.

Sicuri di volervi affidare ad un cugino?

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