L’utilizzo sempre più crescente degli smartphone rispetto al Pc per gli acquisti.

RVassallo

L’analisi del comportamento e delle preferenze del compratore è un punto di partenza utile per indagare anche l’evoluzione del dettaglio, per trarre indicazioni utili per il futuro del punto di vendita.
GfK ha chiesto agli utilizzatori di smartphone e tablet in 23 paesi cosa fanno con il proprio dispositivo quando si trovano in un punto di vendita.
Ciò che emerge è che i comportamenti sono pressoché simili in tutti i paesi analizzati, dalla Corea del Sud alla Polonia, dall’Italia agli USA, e anche tra generazioni diverse si rileva una certa uniformità di preferenze.

I comportamenti più diffusi sono comparazione del prezzo, richiesta di consigli e opinioni ai propri famigliari o amici (40%) e l’utilizzo dello smartphone per scattare fotografie ai prodotti presenti a scaffale (36%).

La diffusione dell’abitudine a comparare i prezzi grazie allo smartphone rende evidente come alcuni comportamenti si siano trasferiti dall’on-line al negozio fisico.
Questa abitudine fa sì che la fase di ricerca e comparazione di prezzo può essere oggi un tutt’uno con l’acquisto: il dettaglio evoluto deve partire da questo dato e proporre nuovi modelli organizzativi, oltre che nuovi modelli di gestione dei prezzi.

Allo stesso modo, grazie al mobile, il “passaparola” e il consiglio di amici e conoscenti entrano in gioco anche nell’esatto momento in cui si sta prendendo la decisione d’acquisto. Questo nuovo elemento può influenzare l’esperienza della vendita in store e deve essere quindi tenuto presente come ulteriore fattore, insieme al ruolo dell’addetto vendita o alla comunicazione.

Scattano foto ai prodotti che intendono acquistare sia gli uomini che le donne, con un picco nella fascia di popolazione tra i 15 e i 19 anni (44%). La diffusione di questa abitudine, unita alla condivisione sia sui social che nel proprio network, è allo stesso tempo un’opportunità e una minaccia per le varie marche e i rivenditori.
L’aspetto e la cura dell’esposizione dei prodotti e secondariamente anche il tipo di comunicazione in store che li accompagna, cresce di importanza perché grazie allo smartphone degli shopper può “uscire” dai confini del punto vendita, generando ulteriore consapevolezza per la marca.

Tratto da: http://www.praesidium.it/

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